Durante il mio tirocinio professionalizzante ho avuto modo di approfondire varie tecniche proprie dell’Approccio Capacitante, ideato dal dott. Pietro Vigorelli.
La comunicazione, la parola, il dialogo sono ancora possibili nella persona con demenza e le danno valore e dignità.
E’ un modo diverso di comunicare, non quello a cui siamo abituati nella vita quotidiana: ci viene chiesto di metterci in ASCOLTO.
Di seguito trovi un mio dialogo con una donna anziana residente in RSA, ti invito a prestare attenzione a come avviene lo scambio.
Il conversante
Lidia ha 86 anni e una scolarità di 5. È vedova e ha vissuto per un periodo a casa di una delle due figlie. È stata per 3 mesi presso un’altra R.S.A. prima di venire ricoverata nel nucleo Alzheimer. È disorientata nel tempo e nello spazio, la memoria a breve termine è in parte preservata, mentre quella di lavoro e a lungo termine risulta deficitaria. L’espressione del linguaggio è difficoltosa e la comprensione è molto compromessa ma risulta preservata per frasi semplici. Lidia parla molto e si presenta serena, tranquilla, collaborante. Il punteggio dell’ultimo MMSE (16/11/2015) è risultato 8.4/30.
Il contesto
Il colloquio avviene alcuni giorni dopo l’ingresso della signora in struttura, in una saletta con anche la presenza di una terza persona, una psicologa.
La conversazione
Lidia si mostra disponibile al colloquio. Molte frasi le ha dette in dialetto, qui sono state tradotte. Durata: 4 minuti. Il testo: Vieni là a casa mia e io ti dò da mangiare e intanto giochi
1.TIROCINANTE PSICOLOGA: Buongiorno signora Lidia.
2.LIDIA: Buongiorno signorina.
3.TIROCINANTE PSICOLOGA: Allora, signora Lidia…
4.LIDIA: Mi dica.
5.TIROCINANTE PSICOLOGA: Come va?
6.LIDIA: Ma bene, perché?… Perché me lo dice?
7.TTIROCINANTE PSICOLOGA: Eh perché è appena arrivata.
8.LIDIA: Chi è arrivata, chi è, chi è che è arrivata?
9.TIROCINANTE PSICOLOGA: Lei è venuta qui nella nostra stanza.
10.LIDIA: Ah sì?… Io vado dove posso.
11.TIROCINANTE PSICOLOGA: Va dove può…
12.LIDIA: Ah sì sì. Mio marito non mi dice niente nè, mio marito no no, niente. Una volta viene, andiamo andiamo in nessun posto, andiamo a casa e suoniamo la nostra musica e mangiamo e dopo taci, ho detto, e dopo taci. …Sempre sempre a dir su, e perché fai questo qui, e perché fai quello là,e perché questo qui, e perché quello lì è moderno, quello lì è moderno, questo qui è più bello, questo qui è più brutto e tu non sei bella, tu sei meno bello di quello lì gli ho detto una volta. E tu? È vero, è vero.
13.TIROCINANTE PSICOLOGA: Non era vero?
14.LIDIA: No no no. No no no. Se io lo sistemo, non cambia non cambia non cambia la cena, no no eeeh, ne faccio fare di cose belle. Di corsa anche.
15.TIROCINANTE PSICOLOGA: E lei come sta signora Lidia?
16.LIDIA: Io sto bene cara la mia signorina, ma molto molto molto bene. Proprio sono arrivata in un punto che non credevo neanche…
17.TIROCINANTE PSICOLOGA: Bene.
18.LIDIA: Eh è faticoso vè. Guarda che il letto è un letto, un letto proprio e se se lo adoperi pieno di gente che devi fare qualche cosa tu, devi guardare una… cosa, poi un’altra, un’altra. Non lo mangeresti neanche, ma neanch’io non lo mangio, neanch’io non lo mangio, neanche neanche un pochettino… però io, io lo mangio, tanto quando viene da me che me lo mangio… a stelline, (chiude la cerniera della maglia) a stelle anche pratiche (registrazione non comprensibile). Una bella stella tagliata, tagliata bene (registrazione non comprensibile). Non è vero?
19.TIROCINANTE PSICOLOGA: Bene.
20.LIDIA: Adesso mi dica cosa c’è, qui c’è qualcosa che non vecca.
21.TIROCINANTE PSICOLOGA: Ah, c’è qualcosa che non…
22.LIDIA: Non non va bene. Avanti sentiamo.
23.TIROCINANTE PSICOLOGA: Cosa c’è che non va bene?
24.LIDIA: Mah c’è qualcosa che per meee, c’è qualcosa da da d’aggiustare.
25.TIROCINANTE PSICOLOGA: Da aggiustare.
26.LIDIA: Sì.
27.TIROCINANTE PSICOLOGA: Ah cosa aggiustiamo?
28.LIDIA: Ma quello che dice lei.
29.TIROCINANTE PSICOLOGA: Dico io?
30.LIDIA: Ah ma certamente.
31.TIROCINANTE PSICOLOGA: Ah va bene.
32.LIDIA: Va bene così.
33.TIROCINANTE PSICOLOGA: Va bene, decidiamo insieme.
34.LIDIA: Ah ecco (registrazione non comprensibile).
35.TIROCINANTE PSICOLOGA: Bene Lidia, grazie per la chiacchierata allora.(La tirocinante porge la mano e Lidia la stringe)
36.LIDIA: Ecco, niente, mi dispiace che non vieni. Quando hai bisogno di fare una giocatina col mio cane.
37.TIROCINANTE PSICOLOGA: Col tuo cane?
38.LIDIA: Sì, vieni vieni là a casa mia e io ti dò da mangiare e intanto giochi.
39.TIROCINANTE PSICOLOGA: Ma grazie mille allora!
40.LIDIA: Prego, prego.
41.TIROCINANTE PSICOLOGA: Grazie.
42.LIDIA: Il mio cane, oh. Non molla nessuno.
43.TIROCINANTE PSICOLOGA: Nessuno, va bene.
44.LIDIA: Il mio cane non molla nessuno.
Commento (a cura di Nadia Zanardi)
Tra le tecniche che ho utilizzato segnalo:
- Ascoltare con attenzione
- Non correggere
- Non interrompere
- Rispettare la lentezza, le pause e il silenzio (turno 18).
- Rispondere in eco e riprendere le parole dell’interlocutore (turno 11, 25, 29, 37).
Commento (a cura di Pietro Vigorelli)
In questo colloquio d’accoglienza la tirocinante psicologa cerca di
- Favorire l’espressione della competenza a parlare di un’anziana signora. Utilizzando alcune tecniche riesce nel suo intento e ottiene anche altri risultati importanti per la qualità di vita.
- Riesce a instaurare una relazione basata sulla parola, anche se le parole sono malate;
- Riesce a instaurare una relazione sufficientemente felice, tanto che Lidia desidera parlare ancora con lei, invitarla a casa, offrirle un pranzo e farle conoscere il suo amato cane (turno 36 – 44)
Ti suggerisco anche la visione di questo video, nel quale il dott. Vigorelli spiega molto brevemente cosa sia l’Approccio Capacitante. Buona visione!
Se ti va di condividere idee, riflessioni, pensieri, ti aspetto nei commenti.
A presto,
dott.ssa Nadia Zanardi




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