La plasticità neuronale, ovvero la capacità dell’encefalo di stabilire nuove connessioni tra neuroni, è il motivo per cui vengono proposte attività di stimolazione cognitiva alle persone con demenza. Più connessioni tra neuroni si creano, più l’avanzamento della malattia viene rallentato. Inoltre le attività proposte, che devono essere gradite al proprio caro e piacevoli, donano un momento di svago e di benessere migliorando la qualità della vita. E se l’attività è svolta insieme ad un familiare? Ancora meglio! Si condivide un’esperienza, si dà nuova vita alla relazione. Se la malattia è in una fase avanzata probabilmente non resterà il ricordo dell’attività svolta, ma resterà per sempre il ricordo di cosa si è provato in quel momento, di come ci si è sentiti. Le emozioni non si dimenticano.
Un esempio di attività da proporre lo trovi di seguito. E’ tratto da “Promuovere il benessere nella persona con demenza” di Borella E., Lobbia A., Michelini G., Faggian S., Gardini S. edito da Franco Angeli. Questo testo è rivolto ai caregiver e propone molte schede con diversi livelli di difficoltà. Sono spunti che vanno utilizzati conoscendo gli interessi della persona. Il testo presenta anche alcune indicazioni di “riscaldamento”, cioè cosa fare prima di iniziare la stimolazione cognitiva.


Tu dedichi alcuni momenti a svolgere delle attività con il tuo caro? Cosa fate insieme?
A presto,
dott.ssa Nadia Zanardi





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