Impariamo ad essere ragionevoli, ce lo insegnano da tutta la vita: i genitori, la scuola, tutti coloro che in un modo o nell’altro ci educano. “Non puoi fare sempre quello che vuoi tu”, “Ci sono anche gli altri” e tante altre frasi ci hanno portato e ci portano quotidianamente a ragionare, valutare le nostre parole e azioni. Poi se ci riusciamo più o meno bene, quello è un altro discorso.

La capacità di ragionare e di dare un significato logico al mondo ci permette di comprenderlo e di capire come farne parte.

Arriva la diagnosi di demenza e puff questa competenza inizia pian piano a sgretolarsi sotto ai nostri occhi.

E’ bene ricordare che le persone con demenza non possono essere ragionevoli, non è una loro volontà, non riescono a contrastare quello che sta succedendo loro e non si comportano così per fare un dispetto.

Ricorda:

  • Non cercare di usare la logica, potrebbe generare tensione e creare un conflitto con il tuo caro;
  • Non usare domande aperte perché possono generare confusione, chiedi di scegliere tra due opzioni (NO “Cosa vuoi mangiare per pranzo?”, SI “Vuoi la pasta  o il riso per pranzo?”);
  • Scegli tu al suo posto nelle fasi avanzate della malattia (“Preparo la pasta per pranzo”);
  • Invoglia il tuo caro a compiere le azioni senza costringerlo o tentare di farlo ragionare (“Sarebbe bello preparare il pranzo insieme”);
  • Evita di usare espressioni che si riferiscano al ragionamento (“Non capisci che…”, “Non vedi che…”,…) perché potrebbero ferire il tuo caro.

Sono solo alcune piccole indicazioni per vivere più serenamente.

Tu hai notato altri aspetti riguardanti il ragionamento che fatichi a gestire?

Usi altre strategie?

Ti aspetto nei commenti!

Molte delle indicazioni che hai letto in questo articolo le ho prese da “Manuale del caregiver”, Hepburn et al.

A presto,

dott.ssa Nadia Zanardi

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