L’avanzare dell’età, come abbiamo detto in altre occasioni, non va di pari passo con la malattia o l’insorgenza di patologie. Esistono però dei cambiamenti fisiologici e naturali, ad esempio l’utilizzo della dentiera a causa della perdita della dentatura, la diminuzione della forza dei muscoli della masticazione con conseguente maggior dispendio energetico, la minor produzione di saliva, il minor senso del gusto con la conseguenza di minor appetito, la riduzione del riflesso della tosse, il minor senso di sete che porta alla disidratazione e altri. Queste sono solo alcune delle modificazioni che avvengono durante l’invecchiamento in assenza di quadri patologici.
Quando insorge una malattia come l’Alzheimer o un’altra demenza le difficoltà legate all’alimentazione aumentano. Di seguito trovi alcuni utili suggerimenti:
- La persona deve essere consapevole dell’attività che sta svolgendo, puoi utilizzare indicazioni verbali utili ad orientarla;
- La stanza dove avviene il pasto deve riflettere la sua funzione;
- La persona deve acconsentire all’attività del mangiare;
- La persona deve sentirsi a proprio agio e al sicuro per accettare l’attività e trarne piacere;
- Le persone nella stessa stanza non devono essere troppe per evitare rumore e confusione;
- L’aiuto al momento del pasto deve essere accettato, per questo motivo è importante stabilire una relazione tra assistente e persona affetta da demenza;
- Il tempo a disposizione per il pasto deve essere rispettoso della lentezza della persona concedendo tutto quello che serve senza mettere fretta;
- I piatti sono da preferire con i bordi, per delimitare lo spazio entro il quale si trova il cibo, oppure prediligere l’uso di ciotole o piatti divisi in sezioni;
- Le posate sono preferibili di metallo con impugnature che facilitino la presa oppure di plastica per le persone che mordono gli utensili, sarebbe meglio evitare siringhe o cannucce;
- I bicchieri sono preferibili con ampie aperture oppure tazze con manici;
- Il contrasto tra il cibo e il piatto e tra il piatto e il tavolo/tovaglia deve essere evidente, è meglio evitare un piatto dello stesso colore della pietanza perché potrebbe non essere riconosciuta;
- Il cibo deve essere ben deglutito prima di offrirne altro;
- Il momento dopo il pasto dovrebbe essere di riposo, anche per un’ora, evitando attività complesse.
Questi sono solo alcuni consigli tratti del manuale “Gentlecare. Un modello positivo di assistenza per l’Alzheimer” di Moyra Jones. Penso che sia importante diffondere una buona cultura della cura dando strumenti pratici da mettere in campo.
Hai già adottato qualcuno di questi suggerimenti? Ne hai altri da consigliare?
A presto,
dott.ssa Nadia Zanardi





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